Comunicato stampa: aumentano gli avvistamenti di rari animali albini

Negli ultimi mesi e settimane sono stati segnalati sempre più avvistamenti di rari animali albini nel circuito safari settentrionale della Tanzania. Tra gli esemplari osservati figurano una giraffa, una zebra e uno gnu nel Serengeti, oltre a un babbuino e un bufalo in altre zone del Paese.
«È qualcosa di straordinario», afferma Joseph Abel Laizer, guida safari esperta che lavora per Tanzania Specialist ad Arusha.

«L’anno scorso ho avvistato un babbuino albino con il suo piccolo non albino nel Parco Nazionale di Arusha», prosegue Laizer, cresciuto nella regione di Arusha, nel villaggio maasai di Monduli. «A settembre i colleghi sono rimasti stupiti nel vedere un bufalo completamente bianco a Tarangire. Poco dopo, alcuni ospiti hanno avvistato una zebra bianca che aveva appena attraversato il fiume Mara nel Serengeti settentrionale. E, più di recente, all’inizio di febbraio, è stato avvistato uno gnu appena nato a Ndutu, a sud del Serengeti, la zona in cui nascono i piccoli della Grande Migrazione.»

Perché in Tanzania si avvistano sempre più animali albini?

Come riportano i nostri esperti, sono diversi i fattori che contribuiscono al recente aumento degli avvistamenti di animali albini. L’albinismo è una condizione che influisce sulla produzione di melanina nell’organismo. La melanina è responsabile della pigmentazione di pelle, occhi, capelli, pelo e unghie negli animali; negli esemplari albini questa è (quasi) del tutto assente. La condizione è simile anche negli esseri umani, purtroppo ancora accompagnata da uno stigma in alcune culture tanzaniane.

L’albinismo si manifesta quando entrambi i genitori possiedono lo specifico gene recessivo, il che significa che questa caratteristica può rimanere latente per molte generazioni. Secondo Laizer, è proprio questo il motivo del rapido aumento degli avvistamenti di animali albini negli ultimi anni e, in particolare, nelle ultime settimane.

«Sappiamo che cinquanta o sessant’anni fa esistevano già diversi animali albini. Ma negli anni Sessanta il turismo non era quello di oggi: c’erano poche guide professioniste e non esistevano i social media, quindi è difficile valutare con precisione i numeri del passato. Nelle generazioni successive, poi, non ne abbiamo visti molti. Io lavoro come guida da 15 anni ed è soprattutto negli ultimi sette che abbiamo notato questo aumento.»

Con il rafforzarsi delle iniziative di tutela ambientale e la crescita del mercato turistico in Tanzania, uno dei motivi più evidenti dell’aumento degli avvistamenti di animali albini è la maggiore visibilità. Un’altra causa, tuttavia, è rappresentata dall’incremento delle attività umane, che stanno influenzando i corridoi migratori fondamentali per la fauna selvatica.

Laizer approfondisce: «Negli ultimi anni i corridoi migratori degli animali si sono progressivamente ridotti. Esiste un corridoio che collega Tarangire e il Lago Manyara a Monduli, Longido e al Parco Nazionale di Arusha, e da lì prosegue verso il Parco Nazionale di Mkomazi e l’Amboseli National Park in Kenya. I villaggi bloccano parti di questo percorso, così gli animali rimangono confinati in determinate aree. Con il tempo questo ha portato a fenomeni di consanguineità. Poiché l’albinismo è una caratteristica genetica, ciò può spiegare il suo aumento.»

Avvistare un animale raro durante un safari

La Tanzania è una delle destinazioni safari più ambite al mondo. Gli ospiti di Tanzania Specialist raccontano spesso di aver visto tutti i celebri Big Five dopo ore trascorse nella savana insieme a guide safari qualificate ed esperti di fauna selvatica. Avvistare un animale albino, però, è tutta un’altra storia: questi esemplari rappresentano meno dell’1% della fauna selvatica tanzaniana. Quali sono quindi le probabilità di incontrarne uno?

«Vedere uno di questi splendidi animali in natura è un’esperienza incredibile, ma non posso mai fare promesse ai nostri ospiti», spiega Laizer. «Temo che le possibilità di avvistarne uno durante il soggiorno siano una su un milione.»

«Ma non si sa mai. Con il bufalo albino visto dai colleghi a Tarangire a settembre, la giraffa e la zebra albina avvistate nel Serengeti più o meno nello stesso periodo, i tre o quattro babbuini albini che vivono nel Parco Nazionale di Arusha e il piccolo di gnu segnalato a febbraio nel Serengeti… chissà. A volte la fortuna può davvero sorridere», conclude Laizer.

Per maggiori informazioni su come scoprire la Tanzania con Tanzania Specialist, contatta il nostro team all’indirizzo safari@tanzaniaspecialist.com. Per richieste da parte dei media, scrivi a  media@tanzaniaspecialist.com: ti forniremo volentieri immagini di animali albini in Tanzania da utilizzare per articoli e servizi giornalistici.

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